(14-16 luglio). Bang Blues Band, Bluesheads, G. Love & Special Sauce, Robert Plant & The Priory Of Brion, B.B. King, Teorema, Bela Fleck & The Flecktones, Willy DeVille, Peter Green Splinter Group, Popa Chubby, John Paul Jones, Shin, Emiliana Torrini, Ben Christophers, C.S.I., Lou Reed. Presenta: Rick Hutton.
Il primo Pistoia Blues del nuovo millennio resta impresso come per l'edizione del 1997 per alcune mancate apparizioni d'eccezione. Infatti anche stavolta alcuni tours più che confermati saltano all'ultimo momento (con i manifesti del festival già pronti, questo a conferma delle difficoltà enormi che l'organizzazione di un festival di questa portata deve, a volte, affrontare).
I nomi che purtroppo saltano sono di grosso richiamo, nel primo caso, gli ZZ Top a causa di una malattia virale del bassista Dusty Hill, nel secondo caso i Primis per nuovi impegni discografici dell'esuberante Claypool. Il Festival riesce comunque a richiamare un pubblico numeroso, nonostante l'eccezionale maltempo che proprio in quei giorni flagella l'intero Paese.
Il venerdì apertura affidata a Robert Plant con la sua nuova produzione "The Priory Of Bryon" ed al grande B.B. King (ormai di casa da noi). Il sabato serata mutilata per l'assenza degli ZZ Top e ricomposta con Bela Fleck, il gigantesco chitarrista del Bronx Popa Chubby, l'ex bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones (metà Led Zeppelin in un solo Festival!), Peter Green ormai tornato suonare stabilmente ed in chiusura un notevolissimo set di Willy DeVille.
Domenica, serata di chiusura a tinte decisamente rock con Ben Christophers, l'italo-islandese Emiliana Torrini, i C.S.I. di Lindo Ferretti e l'indiscutibile Lou Reed al suo primo appuntamento con il festival pistoiese.








